Danceling

DALLA BIOENERGETICA AL DANCELING

Photo by Johnny McClung

Vedemmo danzare nuda e libera la vita.

 

- Renzo Novatore - filosofo anarchico -

La Bioenergetica e il Danceling (nome di fantasia che nasce dall'unione delle parole dance e counseling) sono due modalità che caratterizzano il mio modo di fare counseling. Infatti nella mia formazione e nel mio modo di lavorare, oltre alla Gestalt è molto presente anche la Bioenergetica, un approccio corporeo ideato da Alexander Lowen. Si tratta, scrive Lowen, “di un modo di comprendere la personalità in termini dei suoi processi energetici” e si basa sull'assunto che “il corpo e la mente funzionalmente sono identici: cioè quello che succede nella mente riflette ciò che succede nel corpo e viceversa”.

 

Ma al di là dell'ambito strettamente terapeutico, la Bioenergetica è una disciplina molto efficace per chiunque voglia intervenire sulle tensioni muscolari e sullo stress, al fine di raggiungere un maggior benessere generale. Attraverso appositi esercizi, essa aiuta a diventare più consapevoli dei propri blocchi fisici ed emozionali, a sciogliere entrambi, ad amplificare la percezione del proprio corpo liberando la propria espressività, a rendere più intensa la comunicazione con gli altri, a sviluppare un buon equilibrio tra corpo, mente ed emozioni per godere la vita con maggiore pienezza e vitalità.

 

Inoltre, nel mio percorso formativo ho avuto l'occasione di sperimentare la grande efficacia del ballo libero e spontaneo come strumento per aumentare il livello di benessere. Per ballo libero e spontaneo intendo movimento a suon di musica, che non preveda però il “ballare bene” bensì il lasciar libero il corpo e provare i movimenti che gli danno maggior piacere. Infatti, lavorando su di me, ho scoperto che i movimenti più piacevoli sono quelli, facendo i quali, iniziamo a sciogliere le contratture e i relativi blocchi emozionali (a ognuno di essi, infatti, corrisponde la contrattura fisica di quella parte del corpo deputata ad esprimere quell'emozione se non venisse bloccata).

 

Tuttavia, sono certa che il grande giovamento tratto dall'utilizzo del ballo libero durante gruppi di terapia sia stato facilitato dalle sedute individuali che facevo successivamente nelle quali potevo rielaborare le emozioni, le sensazioni e le intuizioni che la danza aveva mosso in me.

Nel frattempo ho fatto altre esperienze di danza libera di gruppo (tra le più significative annovero BioDanza, danza-movimento-terapia, Soul Motion®, BioTangoLab, Embodied Bellydance®, Cinque Ritmi®) nelle quali però non esisteva una fase finale che, oltre alla mera condivisione, prevedesse anche un'elaborazione dei propri vissuti, la mancanza della quale riduceva sensibilmente, a mio avviso, l'effetto di aumento della consapevolezza interiore dell'esperienza danzante.

Per questa ragione ho deciso che avrei utilizzato, come strumento corporeo di crescita, la danza libera e spontanea ma sempre associata a un lavoro verbale di approfondimento delle emozioni, delle sensazioni e delle intuizioni da essa sollevate e che tale abbinamento poteva essere fatto in incontri individuali ancor più che in sessioni di gruppo.

Ed è così che ho sviluppato il Danceling come abbinamento di danza e counseling. La prima aiuta a generare emozioni e sensazioni attraverso il libero movimento corporeo e il secondo ne permette l'elaborazione a livello cognitivo e dunque l'integrazione nella propria persona.

 

Un peculiarità della danza, fra le varie attività creative, è quella di essere l'unica totalmente corporea.

In secondo luogo, in ogni attività artistica il gesto creativo e un fare: il pittore dipinge un quadro, il cantante canta una canzone, il musicista suona una melodia. Ciò significa che esiste una separazione tra il creatore (l'artista) e la creatura (la sua opera). Se invece una persona si lascia andare in un ballo non strutturato, nel quale cioè non esiste un modello da seguire, il creatore (il danzatore) e la creatura (la danza) coincidono. Questo significa che, mentre balliamo, siamo esseri danzanti e non artisti che creano un ballo. Nella danza pertanto esiste solo l'unità dell'essere e non la dicotomia soggetto-oggetto propria del fare.

 

Questa caratteristica è molto importante perché ballando:

  • abbiamo l'opportunità di essere concentrati totalmente su di noi e pertanto di aumentare il nostro livello di consapevolezza;

  • mostriamo ciò che siamo;

  • impariamo a essere, cioè a esprimere le emozioni e i sentimenti con il corpo diventando più consapevoli dei nostri blocchi psicofisici;

  • siamo completamente nel presente e cioè nel qui e ora, concetto basilare nella terapia della Gestalt.

 

Il corpo pertanto può diventare un formidabile strumento di crescita in quanto,

ballando:

  • il cliente con l'aiuto del counselor può sentire le proprie parti bloccate, cioè quelle che non muove danzando;

  • il counselor può aiutarlo, contestualmente o successivamente al ballo, a trovare il collegamento tra blocchi fisici e blocchi emozionali rendendolo più consapevole di questi ultimi;

  • il cliente può utilizzare il corpo per sbloccare quelle parti rese rigide dalle emozioni bloccate; nel farlo comincia a lasciar andare tali emozioni, riducendo sia la rigidità fisica sia quella emozionale.

 

Infine il Danceling viene eseguito insieme da cliente e counselor, aspetto che è di grande importanza in quanto aiuta il primo a sentirsi più vicino al secondo, accelerando in tal modo l'instaurarsi di un rapporto di fiducia che è il presupposto fondamentale per l'efficacia di un percorso di counseling.