andrik-langfield-264803-unsplash.jpg

COS'È IL COUNSELING 

Quel che sono è sufficiente, se solo riesco a esserlo.

- Carl Rogers, psicoterapeuta statunitense - 

La definizione ufficiale dell'attività di counseling secondo Assocounseling, la maggiore associazione di categoria del settore, è la seguente: il counseling professionale è un'attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. È un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale.

Tuttavia le parole “counseling” e “counselor”, in Italia, non sono ancora entrate nell'uso comune del linguaggio relativo alla relazione d'aiuto. Per questo ritengo importante dare qualche chiarimento per distinguere la figura professionale del counselor da quelle, più conosciute, dello psicologo e dello psicoterapeuta.

Il counselor è un professionista della relazione d'aiuto che supporta il cliente, in un contesto individuale, di coppia o di gruppo, ad affrontare periodi difficili della propria vita, ad acquisire maggiore consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità (che spesso non sa di avere o che a volte teme ad esternare) e a raggiungere un maggiore livello di benessere nella propria vita.

 

nel confronto fra il counseling e la psicoterapia, risultano molto diverse non solo le modalità attraverso le quali ognuno dei professionisti lavora, ma anche la tipologia di persone cui si rivolgono (che, nel caso del counseling, devono essere esenti da qualsivoglia patologia).

Dal punto di vista delle modalità, infatti, il counseling lavora essenzialmente sul presente (qui e ora) del cliente accompagnandolo nel percorso finalizzato a :

  • diventare più consapevole delle proprie emozioni e dei propri sentimenti;

  • cercare di migliorare la propria situazione non limitandosi ad agire solo sulle variabili esterne, ma imparando anzi a rivolgere lo sguardo al proprio interno al fine di conoscere meglio le proprie potenzialità e usarle per raggiungere un maggior livello di autonomia e di efficacia nelle proprie scelte di vita.

     

Affinché questi processi possano avvenire, è di grande importanza che il rapporto tra counselor e cliente sia caratterizzato da un atteggiamento empatico e non giudicante da parte del primo che faciliterà l'instaurarsi di un rapporto caratterizzato da un buon livello di fiducia e di apertura reciproche, caratteristica fondamentale per la buona riuscita di un percorso di counseling.

Rispetto alla psicoterapia, dunque, il counseling:

  • non agisce sulla struttura psichica profonda del cliente;

  • non ricerca, né auspica che avvengano momenti di regressione;

  • non si occupa di patologie, ma rinvia il cliente che ne sia affetto allo specialista più adatto (psicoterapeuta, psichiatra...);

  • ponendosi obiettivi concreti, ha una durata limitata a differenza di un trattamento psicoterapeutico che è solitamente molto lungo.