Di come danzare abbia contribuito alla mia crescita personale (3/3)



Dopo le prime esperienze di cui scrivevo nel precedente post, ho cominciato a sperimentare altre forme di ballo, sempre caratterizzate dal movimento libero e spontaneo, durante le quali ho scoperto parti di me di cui non ero neppure consapevole.

Queste scoperte e questa comprensione hanno contribuito decisamente alla mia crescita in termini di consapevolezza corporea ed emotiva.

Tra le tipologie di danza sperimentate in gruppo annovero: BioDanza, danza-movimento-terapia, Soul Motion®, BioTangoLab, Embodied Bellydance, Cinque Ritmi®, nonché alcune esperienze di danza all'interno dei laboratori proposti dalla SIBiG, Scuola Italiana di Biogestalt®, la scuola triennale di counseling che ho frequentato.


Qui di seguito racconterò alcuni momenti di consapevolezza e crescita personale vissuti durante la danza.

Ho avuto alcune importanti intuizioni inerenti la dicotomia vita (movimento) e morte (immobilità), che sento molto forte dentro di me, in particolare durante un seminario di Embodied Bellydance® tenuto da Maria Sangiorgi, danzaterapeuta australiana. Quasi al termine di un'intensa giornata di musica e di danza, ho cominciato a sentire intensamente la vita muoversi dentro di me, sotto forma di linfa, di fluidi corporei, di sangue che scorre nelle vene. E sentire tutto quel movimento interiore, e danzarlo, mi ha connessa fortemente con una parte di me profonda e intera (cioè non divisa tra corpo, emozioni e mente). Io ero movimento, io ero vita. È stato come se, danzando, avessi portato il movimento spontaneo dei miei organi interni oltre ai confini del mio corpo. Non è semplice spiegarlo con le parole, ma posso garantire che è stata una sensazione potentissima.

Una seconda parte di me, contattata e integrata attraverso il danzare, riguarda la sfera della femminilità. Cresciuta in un ambiente nella quale la femminilità era associata a caratteristiche per lo più negative, ho sviluppato fin dalla più tenera età atteggiamenti da “maschiaccia”, con grosse difficoltà a sentirmi femmina, in particolare durante l'adolescenza, ma non solo. Muovendomi in modo libero e spontaneo ho sperimentato la possibilità di sentirmi ed essere femmina sia con partner uomini, sia con partner donne, sia da sola con me stessa. Ho provato anche la bellissima sensazione di sentire la femminilità nel mio bacino, nel mio ventre, ma anche nel resto del corpo. In particolare durante un laboratorio di tango-terapia, in un momento nel quale interpretavo il partner maschile della coppia, pur esprimendo quella che viene comunemente chiamata energia “maschile”, nel farlo ho continuato a sentirmi profondamente femmina, sperimentando l'esistenza dentro di me di entrambe le energie, in una situazione di integrazione e non di contrapposizione.

Durante un laboratorio dal titolo “Lavoro corporeo, danza, movimento”, ho potuto sperimentare una piacevole sensazione di perdita cosciente del controllo (sembra un paradosso ma è così che è accaduto) durante un esercizio ispirato alla danza sufi dei Dervisci rotanti. In quel momento, mentre ero al centro di un cerchio formato da alcuni dei miei compagni, mi sono lasciata andare alla rotazione su me stessa nella totale fiducia che, se avessi perso l'equilibrio, qualcuno mi avrebbe sorretta. Ho iniziato a roteare sempre più velocemente, il mondo attorno a me diveniva un caleidoscopio di luce e di colori; mi sentivo come in equilibrio dentro a un dipinto di Pollock.

Un'ulteriore scoperta, fatta attraverso la danza, è la possibilità di scendere dentro di me entrando in uno stato di concentrazione interiore ovvero di meditazione durante la quale il mio corpo, anzi me-corpo, si muove indipendentemente dalla mia volontà, stimolato dalla musica. In alcuni casi ho provato una sorta di trance, durante la quale mi sono sentita come se mi guardassi danzare da un punto fuori di me.

La giocosità è un'altra mia caratteristica riscoperta e praticata attraverso il ballo. Si tratta del recupero non solo di una mia parte bambina, ma anche di una mia parte buffona, scherzosa, dispettosa e gaudente, sacrificata nella vita di tutti i giorni a una modalità “seria” di stare al mondo. Il gioco alimenta in me il senso di gioia e di leggerezza e mi aiuta a “rischiare” nell'essere fisicamente creativa.

La sintesi di tutto questo è il piacere. Il piacere di lasciar andare, il piacere di muovere me-corpo, il piacere della musica che giunge alle mie orecchie, il piacere di giocare, il piacere di entrare in profondità dentro di me, un piacere olistico e multi-sensoriale che parte dal corpo per espandersi alla mia mente e al mio spirito. Ed è così che danzare porta al piacere e diventa un atto creativo: “Il piacere nel vivere incoraggia la creatività e l’espansività; la creatività aggiunge piacere e gioia alla vita” (Lowen, 1984).


Ed è così che questa storia ha un lieto fine: la bambina addomesticata ha cominciato a danzare con la bambina selvaggia che era stata un tempo e che, nascosta dentro di lei, in realtà non se ne era mai andata: la felicità, la gioia, il movimento, l'energia, la vita!